Fare bene, oltre il virus

Nel bel mezzo della pandemia, quando l’opinione pubblica aveva più o meno conquistato il concetto del gruppo, del bene collettivo, sono stata travolta da una serie di eventi terribilmente individuali. Mi sono abilitata, concludendo, così, una parte del mio percorso di studi (sì, sono tra quei neo-medici del decreto); ho trovato lavoro (capirai, di questi tempi gli unici che non

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Cigni neri, carne rossa e divoratori di tutti i colori

Ormai la polemica tra Stati Uniti e Cina circa le responsabilità sull’origine della pandemia ha definitivamente assunto le forme della guerra psicologica, trasferendo il duello tra la “vecchia” e la “nuova” superpotenza dai dazi doganali alle accuse di aver provocato il contagio; a questo punto, quindi, il suo interesse è essenzialmente geostrategico. La vicenda invece della trasmissione del Covid-19 dagli animali all’uomo (zoonosi) rimane un interrogativo

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La vita al centro. Appunti per una politica dei saperi

In tempi di solitudine e reclusione forzata, assistiamo, da studenti, alla manifestazione del lato più mortifero dell’organizzazione dell’università, che trova nella didattica frontale il suo epigono. Mortifero e mortificante è stare davanti ad un PC ad ascoltare per ore lezioni che, adesso, si mostrano nella loro natura di soliloqui autoreferenziali. E il sapere istituzionalizzato appare d’un colpo un sapere impersonale e passivante, un qualcosa che sembra

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Una crisi senza precedenti

Mentre la crisi sanitaria del Covid19 si fa più intensa, appare sempre più chiaro che il collasso della produzione globale probabilmente supererà quello di qualsiasi recessione degli ultimi 150 anni – cioè dell’intera storia del capitalismo. L’OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) stima che la crisi porterà alla distruzione di 195 milioni posti di lavoro. Quindi, dopo aver analizzato l’epidemiologia della pandemia da Covid19, l’attenzione dei media ora è sempre più focalizzata su come

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Figlio della quarantena

Il primo frutto del nostro isolamento oggi è chiederci: ma domani? Lo domandiamo a un immaginario interlocutore in fil di ferro che tuttavia non vuole proprio saperne di darci una mano. Così, persi nel limbo, ci appoggiamo l’uno all’altro per brevi attimi di incosciente rifiuto delle distanze minime. Riflessioni, domande o cianfrusaglie varie trovate e sopravvissute sotto i divani.

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Il mondo danza con le note del virus

Una storica della musica, una b-girl, un direttore d’orchestra, una violinista e una pianista jazz discutono insieme della situazione in cui versano oggi musicisti, ballerini e operatori sportivi. Quali misure sono state messe in campo dal Governo? È possibile pensare la musica e la danza nel contesto del distanziamento sociale? Ed è vero, come spesso si dice, che musica, danza e sport sono, rispetto alla salute, superflui e inessenziali?

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Elaborare la crisi

Elaborare la crisi La riconfigurazione delle relazioni come antidoto al disastro di Anna e Francesca Argirò In questi giorni, chi legge cerca nei libri, negli articoli di giornale, nei post sui social, un conforto, una risposta, una prospettiva. Quel punto nella pagina in cui, alla descrizione dei fatti, al rammarico per le vittime, alle tristi previsioni, fanno seguito poche righe

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Il grande ritorno al nuovo mondo

L’immagine della Nave nella quale stiamo navigando tutti rimane un archetipo catartico per l’umanità. Mi piace molto immaginarci tutti in viaggio in questa quarantena – anche mentale e spirituale- che, dopo essere salpati, ci riserva l’ansia e l’attesa dell’approdo.
Ma potremmo avere delle sorprese, belle o brutte. Potremmo giungere nuovamente al porto di partenza e camminare in mezzo alle macerie oppure potremmo sbarcare nella Terra Promessa

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Per un’esistenza condivisa

Ovunque io mi giri il messaggio è chiaro: quale periodo migliore per riprendere quel vecchio progetto abbandonato che siamo noi stessi? Forse avevo una scusa quando il lavoro riempiva le mie giornate, ma ora che quell’alibi non c’è più dovrei davvero usare questo tempo per migliorarmi. In una società che si esalta per aver permesso a tutti di partecipare, perché non partecipare anche al proprio sfruttamento? The time is now. Del resto, non è più la mia forza

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Il virus e l’Europa. Intervista ad Angelo Bolaffi

Nell’intervista “Il virus e l’Europa” Angelo Bolaffi ragiona da un lato sulle ragioni per cui l’Europa, almeno ad oggi, si è mostrata disunita nel fronteggiare la crisi coronavirus; e dall’altro, sulle differenze fra il lockdown tedesco e quello italiano, e sui limiti che una politica di lockdown necessariamente presenta.

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